
Araba Fenice
2007 – Olio su tela 60×40
Primo simbolo di rinascita di questa “trilogia”concettuale. La fenice, secondo Erodoto e Plutarco, è un uccello mitico di origine etiopica, di bellezza senza pari, dotato di straordinaria longevità e che ha il potere, dopo essersi consumato nel fuoco, di rinascere dalle proprie ceneri. Così in Egitto come in Cina, quando si avvicina l’ora della morte, la fenice si costruisce un nido di ramoscelli profumati nel quale si consuma con il proprio calore. Gli aspetti del simbolismo sono chiari: risurrezione e immortalità, rinascita ciclica. E’ stata realizzata nei colori rosso mercurio fuoco e arancione su sfondo verde ossido di cromo.
Uovo Cosmico
2007 – Olio su tela 30×40
L’uovo è una realtà primordiale che contiene in germe la molteplicità degli esseri. La nascita del mondo a partire da un uovo è un’idea comune a molte popolazioni: l’uovo considerato come contenente il germe a partire dal quale si svilupperà la manifestazione è dunque un simbolo universale. Il mito dell’uovo cosmico si ritrova presso i Dogon e i Bambara del Mali. Uovo come Spirito primo; uovo immagine del mondo, della perfezione, della totalità. Uovo come rappresentazione della potenza creatrice della luce che contiene in germe tutte le possibilità; uovo, simbolo del rinnovamento periodico della natura; mito della creazione. L’uovo partecipa del simbolismo dei valori di riposo come la casa, il nido, la conchiglia, la caverna, il cuore, l’ombelico, il seno della madre: origini degli sviluppi spaziali e temporali. Uovo come germe della vita spirituale. Uovo Filosofico. “L’uovo è nella gallina, la gallina è nell’uovo” disse Silesius. La dualità è contenuta potenzialmente nell’unità, la dualità si risolve nell’unità. Realizzato nei colori bianco, nero e violetto permanente rossastro.


Scarabeo Stercorario
2007 – Olio su tela 60×40
Secondo il mito questo coleottero depone le proprie uova nella stessa palla di sterco di cui le future larve si nutriranno. Per gli antichi Egizi lo scarabeo stercorario celava in sé il principio dell’eterno ritorno ed era raffigurato con una palla di sole tra le zampe. Questo insetto rappresenta infatti l’immagine del sole che rinasce da sé stesso, dopo aver attraversato il buio della notte, così come si pensa che lo scarabeo rinasca dalla propria decomposizione: dalle feci rinasce la vita. La naturopatia ci ricorda altresì che l’intestino viene considerato il nostro secondo cervello. Il lavoro è stato realizzato nei colori nero d’avorio, bianco di zinco e rosso permanente arancio su sfondo blu primario e bianco di zinco. È’ il secondo simbolo di rinascita della trilogia.
Magici Imbuti
2007 – Olio su tela 30×40
Nella sua lussureggiante vivacità dei colori, illustra la modalità con cui ogni Chakra irradia all’esterno del corpo fisico.
La riflessologia energetica è un’antica arte praticata dai guaritori orientali da migliaia di anni. Da tempo immemorabile è consentita la possibilità di lavorare direttamente sui nostri centri energetici, i cosiddetti Chakra. Secondo la medicina ayurvedica l’energia pranica si distribuisce lungo i Chakra mediante una rete complessa di canali, detti nadi, che promuovono il flusso energetico del nostro psiche-soma. La malattia, secondo questa visione, è sempre l’espressione nel corpo di una dissonanza spirituale che può essere trattata su un piano più sottile. I Chakra costituiscono il legame fra il corpo sottile e il corpo fisico e sono collegati all’energia cosidetta Kundalini mediante la colonna vertebrale. Ogni Chakra possiede un colore, un suono e una forma particolari. Quando il respiro passa attraverso di loro, ogni Chakra concentra il proprio impulso e la propria energia lungo le correnti nervose; ciascuna di queste influenza la strutturazione del corpo in relazione al particolare centro attivo in quel momento. Ogni Chakra ha un dato numero di correnti energetiche, simboleggiate dai petali del loto, collegati al canale principale della spina dorsale, rappresentata nel dipinto dalla linea scura.


Trittico:
Fratello di Luce
Rimedio dopo ogni male
Umanimale
2007 – Olio su tela 20×30
Si procede nella visione steineriana dell’uomo.
“Il terapeuta deve sentirsi tale nel corpo fisico che è in strettissima contiguità e connessione con il corpo emozionale”: siamo di fronte ad una sorta di animalità primigenia, la quale induce il terapeuta a “sentire” la malattia, il disagio con strumenti diversi dalla ragione, dalla coscienza. Da qui il titolo dell’opera “Umanimale”, da me scelto come logo del sito, è un dipinto che racchiude due figure, quella umana in quella animale (e viceversa!), indissolubilmente legate l’una all’altra. I colori prescelti sono, in questo caso, quelli della terra: marrone e rosso cupo. Il corpo psichico, viceversa, condivide una sorta di “vegetalità”; trattasi di un “sentire” sottile, di una vibrazione diversa. Il secondo dipinto ha il titolo “Rimedio dopo ogni male”- foglia di tarassaco; è stato realizzato con un verde di base e con i due colori del dipinto precedente. Il terzo olio dal titolo “Fratello di luce” descrive il corpo astrale e condivide quella “mineralità” così sottile da divenire immobile e cristallizzata. In questo caso il viola è il colore preponderante dell’opera, sfumato tuttavia nei cromatismi dei primi due dipinti.
Occhio del padre invaso dal giallo
2007 – Olio su tela 20×30
Il dipinto raffigura un grande occhio stilizzato su campo rosa. Viene rappresentata la malattia di mio padre attraverso l’evocazione di un’invasività dal colore giallo, quello della bilirubina, liquido di colorazione giallastra presente nei tessuti corporei, comprese le sclere oculari, data la gravità dello stadio della patologia. Con un definitivo atto liberatorio, di alcuni anni successivo alla morte di mio padre ho saputo liberare il ricordo legato a quella sofferenza.


Tetrastica
2007 – Olio su tela 20×30
L’opera va inquadrata nella mia visione olistica, legata in special modo all’attività terapeutica. “L’identità del terapeuta si costruisce intorno alla sua missione e all’identità della sua missione. E’ l’adesione di tutte le parti del sé: laddove non esiste adesione, non c’è terapeuta”. Rifacendosi altresì al pensiero steineriano coinvolgo nella mia opera l’intero organismo del terapeuta, costituito da un corpo fisico, un corpo emozionale, un corpo psichico, un corpo astrale. In quest’opera emerge pertanto l’entità macantropica, i quattro stili di rapporto con l’esistenza, qui rappresentato biblicamente dai Vangeli, fondante lettura karmica per il terapeuta. I quattro evangelisti descrivono rispettivamente: Marco – il corpo fisico di Cristo, simbolicamente il leone. Luca – il corpo emozionale di Cristo, simbolicamente il toro-vitello. Matteo – il corpo psichico di Cristo, l’angelo. Giovanni – il corpo astrale, simbolicamente l’acquila.
