Mother’s Mandala
2019 – Supporto in legno, smalto opaco all’acqua blu mare, conchiglie 100×100
Mia madre è una vera “raccoglitrice” degna di questo nome. Durante il suo lungo soggiorno marino porta a casa alcune specie di conchiglie. In autunno raccoglie funghi, mele selvatiche e castagne; in inverno infiorescenze secche di varia natura; in primavera, terra, ramoscelli fioriti e talee di piante che rinvasa e fa crescere rigogliosamente. Leggo su “Middlesex” (pag.545, 2002 Oscar Mondadori) che l’autore J.Eugenides rifacendosi alla biologia evolutiva, descrive gli uomini come cacciatori atavici e le donne come raccoglitrici e da qui tutti i problemi riguardanti la percezione della realtà da parte degli uni e delle altre… Sta di fatto che nell’estate 2019 mi ritrovo con un centinaio di questi meravigliosi gusci, doni del mare e ne realizzo un “mandala da tavolo”, sul retro dell’abitazione. Redarguisco amorevolmente mia madre per questa sua mania un po’ ossessiva di raccolta che la impegna con la schiena curva mattina e parte del pomeriggio, spiegandole che le conchiglie fanno parte del mare e là dovrebbero rimanere…tant’è…dopo la sua partenza realizzo “Mother’s Mandala”.




Copriletto
Carla non solo è raccoglitrice ma oltre ad essere una valente sarta, da molti anni dipinge; in passato anche su vetro e in seguito solo su stoffa. Nel suo soggiorno-atelier conserva dai cinquecento ai mille dipinti; un caso direbbe Francoise Cloarec di “pittura spontanea”. Come la Séraphine de Senlis descritta e indagata dalla psicoanalista e pittrice francese suddetta, mia madre non ha mai preso una lezione di pittura né di disegno, né mai ne vorrà prendere e come Séraphine dipinge unicamente fiori, alberi, frutta o soggetti floreali in genere. Un tratto distintivo e unico, spontaneo e intenso. Recentemente molte tele dipinte vengono cucite insieme e ne divengono arazzi, copri letti, pannelli decorativi etc.
“La pittura su stoffa di Carla è l’espressione dell’istinto naturale di una donna che ama la Natura e sa coglierne la bellezza. Il suo stile pittorico ricorda la semplicità e la vitalità delle forme naif o meglio l’essenzialità di un Matisse. I colori e le forme sono ricchi di vita e di armonia; sembra che Carla sia sintonizzata sulle leggi naturali della Bellezza” (Anna Mansi, insegnante d’arte)





Acquerelli Steineriani
La terapia artistica antroposofica è principalmente un incontro con il colore. Si distingue dalle altre terapie artistiche per un’attenzione particolare rivolta alla conoscenza profonda dell’uomo, che viene riconosciuto composto da molto più del solo corpo fisico e della psiche. Si osserva il come il paziente usa il colore, il processo, non si analizza e non si interpreta il risultato.


I colori agiscono sull’interiorità con un effetto terapeutico di risveglio di forze che possono portare all’inizio di una trasformazione e quindi da uno stato patologico a una guarigione.
L’arte aiuta l’uomo a varcare la soglia ed entrare nel mondo da dove proviene, il mondo spirituale. Già ogni notte varchiamo questa soglia, quando entriamo in uno stato di sonno e quando moriamo. L’arte ha la possibilità di riportare qualcosa da questa parte.


Nel lavoro dell’arte non ci si può appoggiare alle forme date. La vita interiore è incatenata nelle forme e si può liberare cercando l’anima della forma stessa. In un’opera d’arte, se si riproduce la forma semplicemente com’è, non si riuscirà a farla parlare, a esprimere la sua vita interiore: occorre animare le forme, così che si raccontino e per animarle occorre comprendere la relazione tra uomo e cosmo.


DERIV-azioni 6
Un azione per ogni reperto…


